Addominoplastica secondo il Dott. Campiglio

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Molti pazienti si rivolgono al chirurgo plastico lamentando disturbi estetici a livello della regione addominale, a volte si tratta di un accumulo di grasso sottocutaneo da trattare con una classica lipoaspirazione, in altre circostanze, quando c’è anche un rilassamento della pelle con smagliature, è giusto ricorrere a una addominoplastica. Scopri di più sull’intervento di chirurgia all’addome in questo articolo del Dott. Gianluca Campiglio, Medico Chirurgo Specialista in Chirurgia Plastica.

Addominoplastica

Tipi di addominoplastica

Quali sono i principali tipi di addominoplastica?

Esistono 3 tipi di addominoplastica: la mini addominoplastica, l’addominoplastica tradizionale e la lipoaddominoplastica. In base alla tipologia di problema che il paziente presenta, si può suggerire una mini addominoplastica associata alla lipoaspirazione, una addominoplastica associata alla sola lipoaspirazione dei fianchi ma anche una lipoaddominoplastica in cui l’addominoplastica completa è associata a una estensiva liposuzione di tutto l’addome e dei fianchi.

La mini addominoplastica è indicata per quei pazienti che hanno un rilassamento addominale minimo, localizzato in gran parte nella regione sotto ombelicale. Spesso, la mini addominoplastica è preceduta da una lipoaspirazione di tutto l’addome e dei fianchi, a cui segue l’asportazione di una losanga di cute tra il pube e l’ombelico. Con la mini addominoplastica non vengono corretti i problemi localizzati tra l’ombelico e il seno.

Con l’addominoplastica tradizionale viene asportata una losanga più ampia di pelle, quella compresa tra il pube e l’ombelico. È necessario isolare l’ombelico e farlo poi riemergere nella sua nuova posizione. L’effetto dell’addominoplastica si  manifesta, sia nella zona compresa tra il pube e l’ombelico, sia nella regione compresa tra l’ombelico e il seno, interessando tutto l’addome.

La lipoaddominoplastica si effettua quando al rilassamento addominale, si associa un aumento del grasso sottocutaneo, facendo risultare la pelle dell’addome rilassata ma anche spessa. In questi casi, con una addominoplastica tradizionale, tirando la pelle, non si avrebbe un risultato eccellente, per questo si effettua una lipoaddominoplastica: nel corso dello stesso intervento si realizza prima una lipoaspirazione importante di tutta la regione addominale e dei fianchi e poi si procede all’asportazione di un’ampia losanga di cute, come nella addominoplastica tradizionale.

Addominoplastica eseguita insieme alla correzione di ginecomastia su un paziente ex obeso
Addominoplastica eseguita insieme alla correzione di ginecomastia su un paziente ex obeso

Addominoplastica: prima dell'intervento

Quali sono gli esami pre-operatori previsti per l’addominoplastica?

Il pre-operatorio prevede l’esecuzione dei principali esami del sangue e dell’elettrocardiogramma così da poter immediatamente capire se il paziente può sottoporsi all’intervento chirurgico di addominoplastica con una anestesia generale oppure con un’anestesia spinale.

"Personalmente preferisco l’utilizzo dell’anestesia generale perché consente di mobilizzare più precocemente il paziente evitando alcuni problemi legati alla circolazione."

Dott. Gianluca Campiglio

Sempre nel pre-operatorio è necessario valutare l’eventuale presenza di diastasi dei muscoli addominali o di vere e proprie ernie ombelicali, così da poterle efficacemente trattare nel corso dell’addominoplastica.

Addominoplastica: durante l'intervento

Come si svolge l’intervento di chirurgia all’addome?

Con la mini addominoplastica, l’intervento inizia con una lipoaspirazione della regione addominale, terminata la quale il chirurgo procede a rimuovere una elisse, una losanga di pelle limitata, che consente di distendere la pelle compresa tra l’ombelico e il pube. Alla fine dell’intervento di mini addominoplastica è necessario introdurre un drenaggio in grado di aspirare le secrezioni che si formano le prime ore dopo l’operazione. Il paziente viene medicato con la guaina.

Con l’ addominoplastica, l’intervento inizia con l’esecuzione di una liposuzione dei fianchi in modo da modellare la regione laterale dell’addome ed evitare di estendere eccessivamente di lato la cicatrice addominale. Dopo la liposuzione dei fianchi si passa all’allestimento del lembo addominale, all’isolamento dell’ombelico e alla rimozione della pelle in eccesso. Anche nel caso dell’addominoplastica è necessario apporre due drenaggi ed il paziente è medicato con dei cerotti e una guaina compressiva.

Con la lipoaddominoplastica, l’intervento inizia con la liposuzione non solo dei fianchi ma di tutta la parete addominale, fino alla regione delle coste e lateralmente, oltre i fianchi. Terminata la lipoaspirazione il chirurgo procede all’esecuzione di una addominoplastica. Nella lipoaddominoplastica lo scollamento della pelle dalla parete addominale è molto limitato e si concentra alla zona centrale dell’addome, infatti dissezioni più estese possono compromettere la vascolarizzazione. L’ombelico viene isolato e trasposto, perché la quantità di pelle che si rimuove è molta e, se non si facesse così, l’ombelico verrebbe trascinato verso il basso fino a giungere al livello del pube.

Addominoplastica prima e dopo
Addominoplastica foto prima e dopo

Addominoplastica: post-operatorio

Che cicatrice si avrà dopo l’addominoplastica?

Con la mini addominoplastica la paziente avrà soltanto una cicatrice lungo il pube e poco più estesa lateralmente, nessuna cicatrice a livello dell’ombelico.

Nel caso della addominoplastica e della lipoaddominoplastica sarà presente una cicatrice lungo la parte superiore del pube estesa fino ai fianchi, talvolta anche fino quasi alla regione dei glutei e nei casi più gravi potrà esserci anche una cicatrice intorno all’ombelico.

Con  l’addominoplastica e la lipoaddominoplastica viene isolato l’ombelico e tirata la pelle e, se non c’è un eccesso di pelle marcato, il buco dove c’era l’ombelico potrebbe non essere rimosso. In questo caso sarà necessario chiuderlo suturandolo, facendo risultare non solo la cicatrice orizzontale ma anche un piccolo tratto verticale, corrispondente all’apertura del vecchio ombelico.

In ogni caso, in ogni intervento di addominoplastica, ci tengo molto a localizzare la cicatrice nel punto più basso possibile, infatti se la cicatrice è bassa il paziente può coprirla bene sia con l’intimo che con costumi da bagno, se invece la cicatrice orizzontale è alta e troppo vicina all’ombelico diventa difficile da nasconderla.

Abdominoplastica prima e dopo
Addominoplastica foto prima e dopo

Tempi di recupero dopo l’addominoplastica

Il post operatorio chiaramente varia a seconda dell’intervento, con la mini addominoplastica sarà un post operatorio più veloce, il giorno dopo il paziente si mobilizza facilmente e nel giro di qualche giorno può riprendere le sue attività abituali una volta rimosso il drenaggio.

Nel caso di interventi maggiori, come l’addominoplastica  e la lipoaddominoplastica, le normali attività vengono riprese in genere dopo 3-5 giorni. I drenaggi vengono rimossi dopo la terza/quarta giornata, la paziente però è invitata a muoversi fin dal giorno dell’operazione.

È previsto l’utilizzo della guaina dopo l’intervento di addominoplastica?

La guaina post addominoplastica va indossata per 15 giorni, a meno che non vengano effettuate correzioni di ernie ombelicali o di altri difetti delle pareti addominali, in questi casi è preferibile indossare la guaina per 3 o 4 settimane.

Addominoplastica prima e dopo
Addominoplastica foto prima e dopo

Rischi e complicazioni legati all'addominoplastica

Quali sono i rischi e le possibili complicazioni legati all’intervento di addominoplastica?

I rischi principali legati all’addominoplastica riguardano la possibilità che la cicatrice finale non sia di ottima qualità, cosa che dipende da un fattore genetico della pelle del paziente. La qualità della cicatrice è comunque sempre migliorabile, sia con creme che con cerotti al silicone, sia con trattamenti laser.

Altre possibili complicanze post addominoplastica sono la formazione di ematomi, cioè raccolte di sangue al di sotto del lembo di pelle addominale, che possono nonostante i drenaggi, aver bisogno di essere rimossi con un piccolo intervento in anestesia locale.

I soggetti fumatori e diabetici che decidono di sottoporsi a una addominoplastica sono a rischio, non solo per la cicatrizzazione, ma anche per la guarigione delle ferite, in quanto potrebbero avere problemi nella parte distale, finale, del lembo, con formazione nei casi più gravi anche di vere e proprie ferite.

Esistono situazioni che non permettono di sottoporsi all’addominoplastica?

Tutti possono essere operati tranne le persone che non possono sottoporsi ad una anestesia generale per motivi medici. Ovviamente i pazienti forti fumatori e diabetici devono essere adeguatamente informati dei maggiori rischi e complicanze. In questi casi, comunque, l’operazione a cui si sottoporranno, deve essere più necessariamente conservativa.

Aggiornato: 05.08.2019

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Il dottor Gianluca Campiglio è medico chirurgo con specializzazione in Chirurgia Plastica Estetica e Ricostruttiva e specializzazione in Microchirurgia.

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