Cicatrici dopo la mastopessi

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La mastopessi è un intervento di chirurgia plastica rivolto a chi ha bisogno di rimodellare il proprio seno, di renderlo più sodo ma anche di rialzarlo verso l’alto. Il Dott. Franco Lauro, specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, approfondirà il tema delle cicatrici residue dopo la mastopessi rispondendo ad alcune delle più importanti domande sul tema.

Tecniche di mastopessi e cicatrici

Esiste una tecnica di mastopessi che non lascia cicatrici visibili? In quali casi rimane la cicatrice ad "L" o "T" invertita e quando solo quella periareolare?

Le tecniche della mastopessi differiscono a seconda di quella che è la situazione di partenza del seno, dalla quantità di pelle che bisognerà togliere e chiaramente anche dai desideri della paziente.

La mastopessi Round Block o con tecnica periareolare è quella relativamente più utilizzata, in quanto lascia una cicatrice meno visibile ma allo stesso tempo necessita che il paziente abbia una pelle più spessa, più tonica, e che non abbia grossi eccessi di pelle, altrimenti necessariamente si dovrà allungare con l’utilizzo del taglio verticale o di quello a T invertita.

Cicatrice cheloide

Si può sapere prima dell'intervento di mastopessi che cicatrice si avrà, ad es. se con tendenza cheloide?

Nel momento in cui il chirurgo effettua un colloquio con il paziente che ha intenzione di sottoporsi alla mastopessi, si inizia da subito a parlare di cicatrici e si fa un discorso di tipo anamnestico; si chiede se il paziente ha altre cicatrici e si fa una valutazione delle stesse, cosa che può indicare se lo stesso ha una tendenza ad avere una cicatrice “normale” o di cattiva qualità.

Ricordiamo che le cicatrici sono di 3 tipi:

  1. Normotrofiche: cicatrici piatte e poco visibili
  2. Atrofiche: le cicatrici sono sotto il livello della pelle, la presenza di tessuto è minima, possono essere considerate come il contrario delle cicatrici ipertrofiche
  3. Ipertrofiche: il tessuto cicatriziale si forma in modo eccessivo, la cicatrice è molto visibili e molto antiestetica.

Se la paziente non presenta cicatrici pregresse, la sua reazione al lifting del seno rimane un punto interrogativo e va spiegato che potrebbe avere una cicatrizzazione non corretta. Comunque, tramite laser, cerotti e creme, dopo la mastopessi si può pilotare e migliorare la situazione della cicatrice.

Processo cicatrizzazione

Cosa può fare la paziente per aiutare il processo di cicatrizzazione dopo la mastopessi?

Dopo 12/14 giorni dall’intervento di mastopessi, dopo aver tolto i punti, si eseguono delle applicazioni sulla ferita che il paziente farà autonomamente con creme o con cerotti.

È davvero importante utilizzare delle creme specifiche per cicatrici o basta applicare delle creme idratanti dopo la mastopessi?

Una cicatrice ha difficoltà a svilupparsi in spessore se sottoposta a una compressione e se messa in un ambiente umido e occluso, come può essere quello creato utilizzando un cerotto. Quindi dopo la mastopessi consiglio sì l’utilizzo della crema idratante, ma anche del cerotto, perché consente di creare l’effetto schiacciamento dello spessore e ambiente occluso, migliorando la qualità della cicatrizzazione.

Dopo quanto tempo dalla mastopessi i tessuti si stabilizzeranno in maniera definitiva e l'aspetto della cicatrice non subirà ulteriori modifiche?

È prassi considerare il risultato della mastopessi stabile dopo 2/3 mesi dall’intervento, nel momento in cui, indipendentemente se sia utilizzata o meno una protesi, i tessuti tendono a perdere l’edema e il gonfiore e ad assestarsi nella nuova situazione.

Nello specifico la cicatrice dopo il rimodellamento del seno ha un arco di maturazione che va dai 6 mesi fino a 1 anno, quindi non si può considerare stabile fino a dopo 1 anno dalla mastopessi.

Cicatrici e gravidanza / aumento peso

Un eventuale aumento di peso o una gravidanza post mastopessi potrebbero peggiorare l'aspetto estetico della cicatrice?

Un aumento di peso o una gravidanza insieme all’allattamento, possono influenzare in senso negativo il post intervento da mastopessi. Infatti, quando c’è un aumento di volume del seno, si può determinare, in una pelle che ha già subito la mastopessi e che quindi è sottile e non particolarmente elastica, un ulteriore cedimento della cute.

È molto probabile quindi che, dopo una gravidanza, dopo l’allattamento o dopo un forte aumento di peso post mastopessi, si debba ricorrere ad un intervento di revisione. Nel caso specifico della gravidanza, si potrà rioperare il seno dopo 7/8 mesi dalla nascita del bambino.

Cicatrice e laser fraxel

Come gestisce una cicatrice post mastopessi che guarisce male?

Di solito il paziente si auto gestisce per quanto riguarda la cura della cicatrice dopo la mastopessi. Noi gli diamo le direttive, le creme da utilizzare e i cerotti. Quando, dopo i 2 mesi facciamo il primo controllo dopo l’intervento di mastopessi, se vediamo che la cicatrizzazione comincia ad avere degli aspetti patologici, iniziamo da subito a fare trattamenti più incisivi, basati di solito sull’utilizzo di laser vascolare, che riduce la componente vascolare, e di laser fraxel, che tende a pianare e ridurre lo spessore della cicatrice.

Questo modo di operare dopo la mastopessi ci consente mediamente, anche quando si presenta una forma di cicatrizzazione anomala, di riuscire a ridurre gli spessori e di eliminare il colore rosso accesso delle cicatrici ipertrofiche. A volte per le cicatrici da mastopessi si ricorre, a distanza di più tempo, circa 6 mesi, a delle infiltrazioni con cortisone dirette nelle cicatrici stesse.

Grazie al Dott. Franco Lauro per la nostra intervista.

Aggiornato: 27.08.2019

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Laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica. Esegue trattamenti di Medicina Estetica, laser e interventi di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva. Lavora a Bologna, presso uno dei migliori centri di laser-terapia in Italia.

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