Metodi della Mastopessi

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La mastopessi è un intervento di chirurgia che corregge il seno cadente, la cosiddetta ptosi mammaria. Nell’intervista che segue, il Prof. Vincenzo Del Gaudio, Chirurgo specializzato dal 1982 in chirurgia plastica, approfondirà il tema del lifting del seno, analizzando nello specifico anche le tecniche chirurgiche che vengono utilizzate durante la mastopessi.

Quando sottoporsi a un intervento di mastopessi

Quali sono i motivi che causano un seno sceso e rilassato?

A causare un seno sceso e rilassato o, più propriamente, a determinare la cosiddetta ptosi mammaria sono più fattori.

L’età, sicuramente, è un fattore che influisce in buona parte dei casi, a causa soprattutto del cambiamento ormonale che avviene in seguito alla menopausa con la produzione di estrogeni che aumenta, mentre la ghiandola tende a svuotarsi.

La gravidanza e un lungo allattamento rientrano tra le ragioni più diffuse che causano un seno sceso e rilassato: si tende a perdere l’elasticità dei legamenti sospensori della ghiandola mammaria o della cute, modificando, così, la forma originaria del proprio seno.

Non sono da escludere, tra le cause della ptosi mammaria, naturalmente, anche importanti dimagrimenti, cambiamenti ormonali e fattori genetici che possono senz’altro agire sia sulla forma che nel volume del seno.

Chi sono le candidate idonee alla Mastopessi?

Le candidate per l’intervento di mastopessi sono, principalmente, donne che presentano un rilassamento del seno, di media o ampia entità, in alcune circostanze accompagnato da areole di grandi dimensioni o mammelle asimmetriche. Si tratta di donne che desiderano ritrovare la propria femminilità e armonia.

Informazioni procedurali di mastopessi e le tecniche utilizzate per il sollevamento del seno

Quali sono i metodi utilizzati per il modellamento del seno? Che differenze ci sono e quali vantaggi e/o svantaggi portano?

Chiaramente, la chirurgia è l’unica vera soluzione quando parliamo di ptosi mammaria.

Esistono tre principali tecniche chirurgiche e ognuna si addice a determinati casi specifici.

Prima di tutto, ci tengo a tranquillizzare tutte le donne che la mastopessi, semplice o additiva, non intacca i dotti galattofori; sarà quindi possibile, nella stragrande maggioranza dei casi, allattare dopo la mastopessi senza alcun problema.

Prima tecnica di mastopessi

Tornando alle tecniche, la più tradizionale è la mastopessi verticale, che prevede un’incisione intorno all’areola e una verticale.

delgaudio pessi tecnica verticale senza protesi e rid areola
Mastopessi semplice in tecnica verticale con riduzione areola.
(L'archivio del Dott. Del Gaudio)

Seconda tecnica di mastopessi

La seconda soluzione, indicata soprattutto in caso di ptosi moderata, è la round block, la quale prevede solo un’incisione lungo il perimetro areolare, consentendo una cicatrice pressoché invisibile e facilmente mimetizzabile con il colore naturale della pelle.

del gaudio roundblock
Mastopessi Roundblock senza protesi con accesso periareolare

Terza tecnica di mastopessi

La terza tecnica, infine, è quella cosiddetta a T rovesciata o ad ancora, che prevede tre incisioni, una attorno all’areola, una verticale e una sotto il solco mammario. Questa procedura si attua nei casi di ptosi più severe o di grosse riduzioni mammarie.

Se la ghiandola mammaria presenta un discreto volume, è possibile rimodellare, pareggiare e risollevare la mammella per dare una forma al seno che ricordi una protesi (in questo caso si parlerà di mastopessi con autoprotesi), senza ricorrere, pertanto, all’inserimento di un corpo estraneo.

Se non si ha volume sufficiente e si desidera ampliarlo, è sempre, invece, possibile avvalersi di specifiche protesi. In ogni caso, il risultato finale sarà sempre molto naturale e armonioso, sia al tatto che alla vista.

Mastopessi e gli interventi relativi

Come viene deciso se il modellamento è sufficiente e quando è il caso di aggiungere anche l’intervento di aumento del seno?

È importante considerare che con la mastopessi si tende a perdere un minimo del volume naturale. Pertanto, per chi presenta già un volume ridotto e desidera raggiungere una certa forma e tonicità è quasi sempre consigliato l’utilizzo di protesi. Se si possiede, invece, un volume soddisfacente, la protesi non è fondamentale e, come accennavo sopra, per dare una buona rotondità, si potrà optare per l’autoprotesi.

delgaudio pessi tecnica verticale con protesi
Mastopessi additiva con protesi in tecnica verticale, risultato 6 mesi dopo l'intervento.
(L'archivio del Dott. Del Gaudio)

È possibile combinare la mastopessi anche con il lipofilling al seno?

Sì, in particolare se si è fatto ricorso ad una mastopessi semplice, per cui il lipofilling al seno ha maggiore senso per restituire un po’ di volume al polo superiore tendenzialmente più scarno. Per ricorrere ad un buon lipofilling è, però, necessario disporre della giusta quantità di tessuto adiposo nelle aree donatrici.

Limitazioni e complicanze dopo l’intervento di mastopessi

L'intervento di mastopessi apporta cambiamenti nella sensibilità dei capezzoli e del seno?

In seguito a questo tipo di intervento può capitare che nel primo periodo si sia affetti da una ipo o ipersensibilità dei capezzoli o di un’area localizzata del seno. Si tratta di una condizione del tutto transitoria e che tornerà alla normalità nell’arco dei primissimi mesi.

Quanto dura l'effetto della mastopessi?

L’effetto della mastopessi è normalmente duraturo e dipende dall’elasticità della cute. Inoltre, bisogna pur sempre tenere conto del naturale processo di invecchiamento e che, proprio come un seno naturale, rilevanti variazioni peso, gravidanza o l’allattamento, possono incidere sull’aspetto delle mammelle.

Aggiornato: 27.03.2019

Autore

Specialista in Chirurgia Plastica, membro ordinario delle associazioni nazionali AICPE e SICPRE,  tra i primi in Italia ad eseguire la tecnica chirurgica della liposcultura,  autore di testi e studi dedicati alla Chirurgia Plastica, Estetica e Ricostruttiva. Attualmente svolge la libera professione.

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