La rete brasiliana

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Uno degli interventi più richiesti in Chirurgia plastica è il lifting del viso e del collo con cui, mediante la distensione della pelle e dei tessuti sottocutanei sottostanti, vengono corretti il rilassamento cutaneo e le rughe di questi distretti anatomici. Nei lifting più moderni viene anche eliminata la ptosi (ovvero la caduta) dei tessuti molli profondi (fasce muscolari e grasso) rendendo in questo modo più duraturo il risultato finale dell’operazione chirurgica.

Le statistiche in Italia e nel mondo dimostrano che il numero dei pazienti che richiede questo tipo di intervento chirurgico è in forte aumento. Il motivo principale di questo trend sono le nuove tecniche chirurgiche e anestesiologiche, che hanno ridotto sensibilmente sia la loro invasività che i loro tempi di recupero, senza tuttavia comprometterne l’efficacia. Un altro motivo che spiega il numero crescente di pazienti che richiedono un lifting è la consapevolezza che, anche se le infiltrazioni ben eseguite di dermal filler o di tossina botulinica si sono dimostrate molto efficaci nel migliorare l'aspetto della parte superiore del viso, questi trattamenti medici hanno effetti scarsissimi sul rilassamento dei tessuti del collo e delle guance.

I candidati ideali per un lifting sono rappresentati da soggetti - appartenenti ad entrambi i sessi - che presentano un rilassamento più o meno marcato e diffuso dei tessuti molli del volto, in particolare in corrispondenza della mandibola e delle guance. Anche i soggetti più giovani che in seguito ad una dieta hanno perso peso possono beneficiare degli effetti curativi di un lifting cervico-facciale.

L’operazione deve essere eseguita in clinica e richiede una anestesia locale con sedazione (maggior parte dei casi) oppure una anestesia generale se combinata ad un altro intervento chirurgico come ad esempio una rinoplastica (rimodellamento del naso) o una mastoplastica additiva (aumento delle dimensioni del seno).

Residuano sempre delle cicatrici cutanee localizzate nella regione al davanti ed al di dietro dell’orecchio con una lunghezza che dipende dalla estensione dei difetti da correggere. Se ad esempio il problema riguarda soltanto la guancia ed il collo la cicatrice sarà nascosta nelle pieghe dell’orecchio ed al di dietro del padiglione auricolare mentre se interessa anche le tempie e le sopracciglia potrà estendersi in alto lungo la attaccatura dei capelli. Fortunatamente la pelle del viso e del collo ha una ottima capacità di guarigione e nella maggior parte dei casi, dopo qualche settimana, le cicatrici diventano poco visibili e comunque facilmente nascondibili, soprattutto nelle donne.

Tra le complicazioni principali di un lifting abbiamo l’ematoma (raccolta di sangue sotto la pelle) che può verificarsi nelle prime ore post-operatorie a causa di un distacco accidentale di un coagulo o di un aumento improvviso della pressione arteriosa. Un ematoma di piccole dimensioni può essere aspirato direttamente al letto del paziente mentre una raccolta più importante richiede il ritorno in sala operatoria, la rimozione delle suture e la eliminazione dei coaguli. Quando questa complicazione si verifica ovviamente crea molto disagio e sconforto nel paziente oltre ad allungare i tempi di recupero.

Per ovviare a questa complicazione da qualche anno ho introdotto in Italia una nuova tecnica ideata in Brasile dal collega e amico Andrè Auersvald che viene chiamata “rete emostatica” oppure “A-net” (dove A è appunto la iniziale del cognome del medico brasiliano) e che ha lo scopo di ridurre al massimo il rischio di ematoma, fino quasi ad azzerarlo. Grazie alla rete emostatica ho potuto operare in assoluta sicurezza anche i casi più rischiosi, come ad esempio i pazienti maschi con pelle spessa, i soggetti ipertesi (con pressione alta) o addirittura quelli scoagulati (pazienti che per motivi medici o per malattie sono costretti ad assumere farmaci scoagulanti che favoriscono il sanguinamento).

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Rappresentazione grafica della rete emostatica spiegata dal Dott. Campiglio.

In pratica al temine dell’operazione non viene posizionato alcun tubo di drenaggio come avviene nelle tecniche classiche ma vengono posizionati dei punti di sutura transcutanei a livello della guancia e del collo. Questi punti, distanziati l’uno dall’altro per circa 1 cm, hanno lo scopo di eliminare lo spazio morto sotto la pelle in cui potrebbe raccogliersi il sangue. La rete emostatica viene rimossa dopo 2 giorni senza anestesia ed in ambulatorio quando ormai il rischio di un ematoma è praticamente azzerato. Ovviamente i punti della rete emostatica non lasciano nessun segno sulla pelle dei pazienti e dopo appena 48-72 ore non è più visibile alcuna loro traccia.

Personalmente, come chirurgo, sono molto entusiasta di questa nuova tecnica in quanto ha ridotto significativamente i rischi di sanguinamento del lifting. Anche i pazienti finora operati con la rete di Andrè hanno mostrato di apprezzare questa innovazione in quanto la medicazione del lifting è più semplice (solo qualche garza), si può fare una doccia completa dopo appena 24 ore, non ci sono i fastidiosi tubi di drenaggio e soprattutto i tempi di recupero, dato il minore sanguinamento, sono molto più rapidi.

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Illustrazione dell'incisione effettuata in prossimità dell'orecchio.

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Una paziente operata con la tecnica descritta: i punti della rete emostatica vengono rimossi e non lasciano segni sulla pelle. 

Pubblicato: 07.06.2021

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Il dottor Gianluca Campiglio è medico chirurgo con specializzazione in Chirurgia Plastica Estetica e Ricostruttiva e specializzazione in Microchirurgia.

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