Contrattura capsulare - mastoplastica additiva

Le informazioni contenute nelle discussioni del forum di Estheticon non possono assolutamente sostituire la consulenza individuale, l’anamnesi o la visita medica. Non possono condurre né a una diagnosi, né a una modalità di terapia da seguire.

Contrattura capsulare - mastoplastica additiva

FAQ
FAQ
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Quanto grande è il rischio che si verifichi una contrattura capsulare? La collocazione della protesi sotto la ghiandola mammaria potrebbe aumentare questo rischio?
STAR MEDICAL CENTER Ltd  |  Basic member  |  Milano
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Oggi la mastoplastica additiva, insieme alla rinoplastica, è l’intervento più richiesto anche da noi in Italia, arrivando a raggiungere quasi il 40% di tutti gli interventi di chirurgia estetica. E’ un intervento che dà immensa soddisfazione, sia al chirurgo che alla paziente, si dona quel pizzico di femminilità in più, si aumenta l’autostima.

Ma è fondamentale che la paziente sia ben informata , che si tratta di un intervento chirurgico, e non di una seduta dall’estetista e che verranno impiantate, nel corpo, delle protesi che rimarranno a vita. Tutti gli interventi chirurgici hanno complicanze, spesso anche prevedibili e risolvibili senza reintervento, ma ogni donna che sta per affrontare un intervento di additiva, deve essere ben informata sulla contrattura capsulare, come si presenta e come fare per “prenderla in tempo”.

Classificazione, cause e prevenzione
Le protesi mammarie sono costituite da gel di silicone avvolte, a loro volta, da un involucro di silicone solido, che scatena nell’organismo una reazione da corpo estraneo, ossia la formazione di una capsula che ingloba come una pellicola la protesi e i tessuti circostanti.

Quest’involucro è una tappa “obbligatoria”, fondamentale e importante nella guarigione di un’additiva, perché isola gli impianti protesici dal resto dell’organismo e li stabilizza nella posizione corretta. Purtroppo la reazione dell’organismo può essere più aggressiva e si formano capsule più rigide e spesse, che “strizzano” gli impianti fino a far assumere al seno le forme più bizzarre.

Esiste una classificazione universale della contrattura caspulare, la classificazione di Baker che suddivide le contratture in 4 gradi.

I grado: assenza di contrattura, la protesi non è né palpabile né visibile
II grado: il seno protesizzato è leggermente meno soffice di uno “normale”, ma molte donne non si lamentano del problema
III e IV grado, quelli più severi, con protesi francamente palpabile e visibile, seno duro, dolorante, deforme e assolutamente innaturale.

Attualmente, con le protesi di ultima generazione, di qualità superiore, con involucro testurizzato e gel altamente coesivo, la percentuale si è abbassata notevolmente, fino a rappresentare oggi circa il 5%. Ma fondamentale è anche eseguire l’intervento nella più rigorosa sterilità e con una massima attenzione all’emostasi.
Infatti, all’origine della contrattura, un ruolo importante è da attribuire ai microematomi e alle infezioni sub cliniche.

Per ridurre al minimo l’insorgenza della contrattura, il chirurgo ha il dovere di curare l’intervento in ogni piccolo dettaglio, dalla selezione di protesi di ottima scelta, sino all’ambiente della sala operatoria, alla perfetta disinfezione del paziente e perfino al tipo di guanti utlizzato, privo di polveri, e sostituiti prima di toccare le protesi.

Gli ematomi evidenti vanno sempre evacuati , ma spesso si formano e permangono nella tasca dove va messa la protesi, piccole raccolte di sangue , spesso impercettibili, che alterano la formazione della capsula.

Anche il fumo di sigaretta potrebbe contribuire alla contrattura, perché la vasocostrizione da esso provocata causa una riduzione dell’ossigenazione periferica e uno stimolo ad una reazione infiammatoria più intensa.

Altra causa potrebbe essere la trasudazione del gel dalla protesi, ecco perché è preferibile usare protesi di ottima qualità.

Trattamento della contrattura capsulare
In caso di contratture lievi, è possibile ammorbidire la capsula stessa con una compressione esterna (capsulectomia chiusa), è una compressione leggera, che solo il chirurgo può effettuare, ben diversa dal massaggio post operatorio che viene consigliato alle pazienti.

In caso invece di contrattura severa (grado III e IV) bisogna intervenire chirurgicamente con una capsulotomia o una capsulectomia , ossia la rimozione della capsula , l’inserimento di una nuova protesi e un cambio di piano ( es da sottoghiandolare a sottomuscolare, o da sottomuscolare a dual plane ecc). Nei casi, inoltre, di recidive multiple, conviene sempre impiantare protesi rivestite in poliuretano.



Conclusioni
Alla luce dei progressi e delle tecnologie delle protesi di ultima generazione, la percentuale di contrattura capsulare appare nettamente diminuita, ma rimane pur sempre una “spada di damocle” che è presente ogni qual volta un chirurgo esegua questo tipo di intervento.
Dott. Andrea La Padula M.D.  |  Premium member  |  Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica  |  Roma
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Un rischio non viene espresso in grandezza ma in percentuale... la percentuale è molto bassa se si utilizzano protesi di qualità eccellente e se vengono posizionate sottomuscolo.
Dott. Crescenzo D'Onofrio  |  Basic member  |  Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica  |  Roma Dubai
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La percentuale di contratture si e' molto abbassata negli ultimo anni, sia per la qualita' delle protesi che della chirurgia. Esercizi preventivi vengono inoltre consigliati per una precoce mobilizzazione dell'impianto.
la rosa patrizia  |  Visitatore  |  Sicilia
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Dopo un secondo intervento di mastoplastica additiva effettuato nel 2009 (il primo, sotto ghiandola, nel 2003 con risultati estetici orripilanti)con un altro chirurgo, ovviamente, mi ritrovo il seno destro con una contrattura di quasi terzo stadio... cosa può essere utile fare per migliorare la situazione ? ho provato massaggi, TECAR, senza alcun risultato.. ho sentito della ionoforesi... ma è efficace ? sinceramente sono un pò stanca di "buttar via" denaro... se potete aiutarmi... grazie !!
Dr. Goran Lazović  |  Basic member  |  Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica  |  Belgrado
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cara mia, se si tratta di terzo grado...solamente una cosa e utile e effettiva-correzione operativa.
se no, i denari li buttera a tante altre inutili poocedure.
riguardo il denaro, venga a belgrado...
saluto.

Risposta a Dr. Goran Lazović

la rosa patrizia  |  Visitatore  |  Sicilia
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purtroppo nn posso venire a belgrado... grazie, comunque... :-((

Risposta a la rosa patrizia

Dr. Goran Lazović  |  Basic member  |  Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica  |  Belgrado
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chi sa...
saluto
Dott. Luigi Maria Lapalorcia  |  Basic member  |  Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica  |  Perugia, Ferrara
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purtroppo occorre sostituire la protesi con una protesi diversa, il poliuretano riduce sensibilmente il rischio di contrattura capsulare. hai manifestazioni associate tipo linfangite, dolore mammario, raccolta di liquido?
hai fatto un ecografia mammaria quantomeno.
se vuoi invia delle foto a XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX

cordialità
dr lapalorcia

Risposta a Dott. Luigi Maria Lapalorcia

la rosa patrizia  |  Visitatore  |  Sicilia
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ho eseguito un intervento con ottime protesi "allergan" con inserimento in dual plane... stamattina ho saputo che la struttura sanitaria privata tipo "dai hospital" è indagata per mancate autorizzazioni e quant'altro... cosa posso fare in seguito a questi nuove notizie ? è possibile che la contrattura sia anche causa di carenze igienche e quindi non adeguate strutture sanitarie ??
Venuslab  |  Basic member  |  Palermo, Locri
  • 3 risposte
Cara Signora,
deve essere valutata da uno specialista !!

-per la prevenzione e i primi stadi e' possibile intraprendere una terapia medica (accoleit);
-se si tratta di uno stadio avanzato con deformita' visibili e' opportuno sostituire le protesi;

tutto il resto delle procedure che ha elencato non trovano nessuna indicazione (eccetto massoterapia in fase iniziale) !!!
Cordiali Saluti
Dr. G. Curinga
XXXXXXXXXXXXXXX
Dr Andrea Amico  |  Basic member  |  Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica  |  Ginevra
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Buonasera, concordo con alcuni colleghi che l'unica soluzione per una contrattura di Baker 3° grado sia quella di fare una mastoplastica di revisione con capsulectomia (estrazione del tessuto cicatriziale attorno alla protesi) e reimpianto magari utilizzando una protesi in poliuretano che dovrebbe evitarLe i rischi di contrattura.
E' chiaro che per questa soluzione bisogna rioperarsi. Tra l'altro bisognerà prevedere o di trovare una protesi quanto più possibile conforme all'attuale o altrimenti pensare a sostituirle entrambe.
Quanto al problema di autorizzazioni sanitarie questo entra in un discorso più ampio e tortuoso e che va dimostrato.
Spero quantomeno che Lei sia in possesso dei tagliandi delle protesi che porta attualmente. Da lì si può risalire al tipo e alle dimensioni.
Se crede di voler inviare una foto per un consiglio più preciso le invii a info@andreaamico.it. Un Cordiale Saluto

Andrea Amico



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Prof. Franco Bassetto  |  Basic member  |  Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica  |  Padova
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Gent.ma per poterLe rispondere adeguatamente sarebbe utile valuatare la situazione di persona, in modo da poterLa consigliare al meglio (spesso è necessario rieffettuare l'intervento svolgendo una capsulectomia e cambiando la protesi con un'altra di nuova e talora di materiale idoneo, come il poliuretano, agli interventi di contrattura capsulare recidivante). Se Le fa piacere può contattarmi per una visita al XXXXXXXXXX

Risposta a Prof. Franco Bassetto

dalla torre olga  |  Visitatore  |  Veneto
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buon giorno il mio problema :ho un seno che con il tempsi e' indurito, la stranezza e' che il problema si e'verificato dopo qualche anno.l'altro e' piacevole al tatto.le protesi sono allergan non so il modello.cosa devo fare?grazie olga

Risposta a dalla torre olga

Prof. Franco Bassetto  |  Basic member  |  Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica  |  Padova
  • 130 risposte
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Gent.ma si rivolga al chirurgo che l'ha operata, probabilmente il seno presenta una contrattura capsulare, ma per poterlo verificare è necessario effettuare una valutazione clinica.Tenga presente che la capsula è una risposta normale dell'organismo alla protesi, il perchè la contrattura si verifichi solo da un lato non è dato sapersi con sicurezza, è possibile che vi sia stato un piccolo trauma (è sufficiente anche uno strappo muscolare)seguito da un sieroma subclinico, cioè che non ha dato alcun segno e sintomo per cui nè Lei nè il chirurgo lo avete notato. Qualora vi fosse una contrattura potrebbe essere necessario effettuare l'intervento di capsulectomia o capsulotomia, ovvero di rimozione o distensione mediante incisioni della capsula, e cambio della protesi mammaria. Cordialmente, Prof Franco Bassetto

Risposta a dalla torre olga

Dott. Carlo Magliocca  |  Premium member  |  Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica  |  Roma
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Io credo che la cosa migliore sia far riferimento al chirurgo che ha eseguito l'intervento. Se per qualche motivo questo non e' possibile scelga un chirurgo socio ordinario della Società Italiana di Chirurgia plastica( SICPRE ) e faccia una visita con lui. Puo' eseguire una RMN mammaria per valutare lo stato delle protesi ma comunque una contrattura capsulare severa va trattata chirurgicamente. Probabilmente dovrà cambiare le protesi e qualora fossero state posizionate in una loggia retro ghiandolare dovrà anche cambiare in una loggia retromuscolare che riduca l'incidenzavdella recidiva della contrattura oppure utilizzare delle protesi rivestite di poliuretano. Il mio CALDO consiglio e' evitare chirurghi low cost od andare all'estero ma di rivolgersi a Specialisti in Chirurgia Plastica e possibilmente Soci Ordinari della SICPRE. Cordialità

Risposta a dalla torre olga

Dott. Maurizio Baldo M.D.  |  Basic member  |  Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica  |  Padova, Vicenza, Arzignano
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Gentile Signora,
le cause dela contrattura capsulare di grado elevato sono svariate e in parte ancora non note. Se ,dopo una adeguata visita, venisse confermata la diagnosi,molto probabilmente sarebbe necessario rimuovere la protesi sostituendola con una nuova della forma e volume da decidere assieme. Inoltre è necessario sapere il piano su cui si è creata la tasca ( sopra o sotto il muscolo) ed eventualmente cambiare il piano se 'attuale fosse sopramuscolare. Molto spesso è necssario eseguire una capsulectomia/ capsulotomia della capsula ( cioè indebolirla e/o rimuoverla). Potrebbe,inoltre, essere il caso di valutare l'utilizzo di protesi con un involucro particolare ( poliuretano) che sembrano poter prevenire lacomparsa di un simile fenomeno nel futuro.Da quanto esposto comprenderà come sia necessario una accurata diagnosi e valutazione . Consiglio che tale intervento sia effettuato da Specialisti in Chirurgia Plastica con esperienza .
Per qualsiasi necessità può contattarmi.
Cordiali saluti.

Dr. Maurizio Baldo
cell.: XXXXXXXXXX
XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX
XXXXXXXXXXXXXXXXXXXX

Risposta a dalla torre olga

Dott. Giuseppe Fera  |  Basic member  |  Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica  |  Caserta
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Gentile Sig.a Olga, considerate anche le poche informazioni riguardo il d
Suo intervento, le consiglio di consultare se possibile il chirurgo che l'ha operative semmai eseguire una risonanza magnetica.
Cordiali saluti
Dott. Giuseppe Fera
Dott. Ripoli Ranieri Ph.D.  |  Basic member  |  Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica  |  Murcia, Valencia Firenze
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No e´la posizione sotto- ghiandolare che aumenta il rischio di contrattura , insieme al tabagismo.
Dott. Carlo Magliocca  |  Premium member  |  Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica  |  Roma
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Sono d'accordo
Dott. Pasquale Brignola  |  Basic member  |  Chirurgia Generale  |  Napoli
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La capsula fibrotica è la naturale risposta dell'organismo alla presenza di un corpo estraneo. La contrattura è una risposta violenta la cui percentuale di insorgenza è molto bassa. La posizione è influente
sonia 54  |  Visitatore
  • 1 risposte
21 giorni fa ho subito un intervento di mastopessi riduttiva da alcuni giorni ho delle fitte al seno dx e anche al tatto è dolente cosa puo essere grazie per una eventuale risposta saluti sonia
Dott. Carlo Magliocca  |  Premium member  |  Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica  |  Roma
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Sonia, ne parli con il suo chirurgo. qualche fitta èassolutamente normale ed è dovuta ai punti interni. Meno tranquillo se la mammella è arrossata e dolente. potrebbe essere, ma è raro, una piccola infezione. Non si allarmi inutilmente e si consulti con il suo chirurgo.
Cordialmente
Isabel81  |  Visitatore  |  Lombardia
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ho effettuato una mastoplastica additiva a gennaio 2013 ed ho riscontrato ad aprile una contrattura muscolare al seno sx (non so se è stato causato da uno sforzo o da altro..) che sto curando con Accoleit (2 compresse al giorno) e, da poco, affianco la Tecar Therapy. Il mio chirurgo dice che se non dovesse passare in questo modo, dovrò risottopormi all'intervento (cosa che voglio evitare a tutti i costi).
Pensate che la Tecar + accoleit diano risultati o sto solo perdendo tempo e soldi? Ci sono risultati tangibili per la Tecar in questi casi?
Grazie mille a tutti per i vostri preziosi consigli!
Dott. Pasquale Brignola  |  Basic member  |  Chirurgia Generale  |  Napoli
  • 125 risposte
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La terapia che attuando, su indicazione del suo chirurgo è valida e da ottimi risultati, è indubbii che in caso di insuccesso, l'unica soluzio è un riintervento per la rimozione della capsula ed eventuale sostituzione delle protesi con protesi di poliuretano. Auguri sinceri Dott. Pasquale Brignola
Dott. Carlo Magliocca  |  Premium member  |  Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica  |  Roma
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Sono d'accordo con il Dr. Brignola. L'Accoleit potrebbe darle un miglioramento. Sulla Tecar non posso dirle nulla perchè non ho esperienze personali ma proverei perchè certamente non può far peggiorare la situazione. Il poliuretano è un ottimo prodotto.
Mille e mille auguri e ci tenga aggiornati
fataturchina  |  Visitatore  |  Sicilia
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Buongiorno, ho eseguito nel 2008 un intervento di mastoplastica addivita con protesi SILIMED retroghiandolari. Qualche anno dopo ho iniziato ad avere fastidi in un solo seno e dall'ecografia risultava un pò di versamento periprotesico per cui intrapresi terapia antiinfiammatoria ed antiedemigena. Un anno fa improvvisamente il profilo della protesi è diventato visibile medialmente, così il mio chirurgo mi ha suggerito di eseguire una rmn per il sospetto di una rottura della protesi o contrazione capsulare. Non c'era nessuna delle due! Così il chirurgo mi ha consigliato un nuovo intervento per capire meglio di cosa si trattava. Quindi circa 50 giorni fa mi sono operata: non c'era ne rottura protesica ne contrattura capsulare, ma solo questo versamento che evidentemente aveva superficializzato la protesi. Adesso, a distanza di 50 giorni dall'intervento, sento di nuovo la protesi più superficiale e ho il seno più gonfio dell'altro. Sto facendo terapia antiinfiammatoria e antiedemigena ma la situazione non cambia. La domanda che vi pongo è se c'è qualche metodica per ridurre questo versamento (tecar? ultrasuoni? ionoforesi?) e se era davvero così necessario eseguire l'intervento, dato che adesso siamo di nuovo nella stessa situazione. Grazie mille
Dott. Carlo Magliocca  |  Premium member  |  Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica  |  Roma
  • 1482 risposte
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Gentile signora, mi scusi ma io non avrei fatto una revisione chirurgica se la RMN era negativa sia per rottura che per contrattura. Poi la contrattura si evidenzia molto bene con un esame clinico. Certo che per darle un consiglio bisognerebbe visitarla. E' davvero difficile poter valutare la situazione attuale dalla foto. Per prima cosa comunque non si faccia prendere dall'ansia o dalla depressione. L'ansia non ha mai curato nessuno. Prosegua la sua terapia medica e soprattutto aspetti. Potrebbe esserle utile un cortisonico del tipo Deltacortene da 25 mg al giorno ed , in caso di mammella dura ovvero con sospetto di contrattura, l'Accoleit da 20 mg mattino e sera, ma si affidi al suo chirurgo con serenità e non si lasci prendere dal panico. Soprattutto basta chirurgia. Aspetti e valuti la situazione con calma tra qualche mese.
Spero di esserle stato di aiuto....fataturchina!
Mi tenga aggiornato e se capita a Roma venga a trovarmi in Ospedale,al Fatebenefratelli all'Isola Tiberina.
Catia  |  Visitatore  |  Sardegna
  • 3 risposte
Buongiorno,sono una giovane ragazza e 4 anni fa ho eseguito una mastoplastica additiva che purtroppo è riuscita malissimo: visibilissime cicatrici sulle areole dei capezzoli, le protesi sono state posizionate in maniera asimmetrica sia come altezza linea-toracica, sia nella forma finale dei seni - considerando che le protesi poste sono a goccia e andavano inserite sicuramente con maggiore precisione nella sede - : una è di un centimetro e mezzo più su, tonda e ben fatta, della quale non ho accusato alcun fastidio mai fin dal post intervento a oggi. La protesi è impercettibile al tatto ed è morbida, mai avuto dolori ghiandolari. Una è perfetta almeno da questo punto di vista, escludendo la cicatrice sull'areola.
L'altra, la protesi sinistra invece è il mio più grande dispiacere di questo percorso di "miglioramento della mia autostima a seguito di una conformazione fisica totalmente priva di seno": il seno appare di una forma innaturale, la protesi anatomica si è posta in maniera direi "assurda", i capezzoli non seguono una "traiettoria" simmetrica - uno va su uno va giù - la protesi è super incapsulata. In tutto il suo perimetro inferiore, dove è possibile palpare la stessa, è ondulata, con mille pieghe che si sono accentuate in questi 4 anni. Al tatto si sente la protesi, quindi "il falso" di quel seno!! Sono terrorizzata all'idea di rioperarmi, disperata...
Appena dopo l'intervento e dopo un anno ho sollecitato fortemente queste problematiche al chirurgo che mi ha operata e lo stesso ha detto che "secondo lui" era tutto apposto, ma che se volevo poteva ri-intervenire chirurgicamente. Dopo il lavoraccio che mi ha fatto e con i suoi modi semplicistici e con l'aver saputo anche tramite medico legale poi che non era iscritto all'albo dei medici chirurghi plastici - ma un semplice odontoiatra improvvisato chirurgo plastico - non mi sono di certo fatta rimettere le mani addosso da un simile macellaio, dal quale purtroppo sono finita... Il quale lavora tantissimo da anni e anni indisturbato!!!!!
Insomma, so che se voglio risolvere questo problema dovrò solo e semplicemente rioperarmi... Cosa che non volevo assolutamente accadesse...
Per favore, cosa devo fare?
Qual'è il primo passo da fare per vedere se la protesi internamente si è rotta, come sta il mio torace, come si è ridotta la protesi... Tra l'altro sono un anno ormai che soffro di fitte al petto, al cuore, in corrispondenza della protesi sx; ci può essere collegamento? Penso di si nella mia ignoranza in materia, non ho mai mai sofferto di cuore e sono anche una sportiva...
Che visite devo fare?
Come posso iniziare una ricerca equilibrata e sana di un bravo chirurgo plastico per risistemarmi?
Ho letto qui su che esistono delle protesi in poliuretano: come mai non vengono usate sempre queste ultime se hanno un risultato molto più sicuro riguardo la testurizzazione delle protesi?
Le mie protesi sono poste sotto il muscolo: rioperandomi le protesi mi verranno per forza messe in diversa sede?
Cosa è la capsulectomia - se non vado errando il termine esatto -
Grazie veramente di cuore a chiunque mi volesse aiutare.
Grazie ancora, Catia.
Dr. med. Hans-Henning Spitalny  |  Basic member  |  Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica  |  Prien Salzburg
  • 191 risposte
  • 13 Mi piace
Cara Catia, sono molte domande per rispondere. Purtroppo è difficile senza aver eserminato la situazione. Il problema della contrattura capsulare esista in ca. 5% . Bisogna probabilmente eseguire un nuovo intervento . Per vedere una rottura della protesi bisogna andare da un bravo radiologo.
Per trovare un bravo chirurgo si deve cercare nell`elenco della ISAPS (international society of aeshetic plastic surgery) via internet. Molti colleghi italiani sono membri.
Auguri. www.dr-spitalny.de

Risposta a Dr. med. Hans-Henning Spitalny

Catia  |  Visitatore  |  Sardegna
  • 3 risposte
Grazie mille Dottor Hans-Henning Spitalny, capisco... Si sono tante domande, allora vedrò di cercare per prima cosa un bravo radiologo nella mia città e di farmi aiutare dal mio medico generico e in seguito di ricercare sempre e solo nell'elenco ISAPS i chirurghi plastici.
Grazie ancora di avermi dedicato il suo tempo.
Cordiali Saluti
Catia
Dott. Carlo Magliocca  |  Premium member  |  Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica  |  Roma
  • 1482 risposte
  • 836 Mi piace
Carissima Katia, tantissime domande alle quali cercherò di rispondere nel modo più comprensibile possibile. Innanzitutto per avere una diagnosi certa di "come stanno" le sue protesi occorre fare una Risonanza Magnetica con mezzo di contrasto. Questa tecnica radiologica permette di capire se ci sono dubbi sulla integrita' delle protesi e sullo stato delle sue ghiandole mammarie. Poi certo la sua storia induce a considerazioni molto profonde circa l'etica e la deontologia professionle ma non credo sia costruttivo per nessuno parlare del passato, molto meglio discutere insieme di come e di cosa si potrebbe fare. E' indubbio che per migliorare ed ottimizzare il suo risultato occorre essere nuovamente operati. La strategia, in questi casi, può prevedere la revisione delle tasche protesiche, ovvero del piano anatomico dove sonostate posizionate le protesi. Se lei palpa il bordo delle protesi e le protesi sono state posizionate dietro la ghiandola e non dietro il muscolo (la Risonanza dirime questo dubbio) si può convertire il piano e posizionare le protesi retromuscolo. Si possono proteggere i bordi della tasca protesica con lembi di capsula, si possono sostituire gli impianti con protesi in poliuretano. Insomma le strategie possono essere molteplici. Se c'è una contrattura capsulare si deve associare anche una terapia medica. La prima cosa da fare è eseguire una Risonanza Magnetica. La seconda è scegliere il professionista a cui affidarsi. Il mio consiglio è rivolgersi a chirurghi specialisti in chirurgia plastica ed iscritti alla Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica (SICPRE). L'elenco soci ordinari è facilmente reperibile nel sito ufficiale . Se desidera può mandarmi qualche fotografia delle mammelle, di fronte, obliquo e profilo. Il mio indirizzo mail è reperibile sul web. Sarò lieto di poterle dare un consiglio.
Cordialità

Risposta a Dott. Carlo Magliocca

Catia  |  Visitatore  |  Sardegna
  • 3 risposte
Buongiorno Gentilissimo Dottor Carlo Magliocca, grazie infinite per il tempo e l'aiuto che mi ha dedicato!!!!!!
La contatterò al più presto tramite il Suo indirizzo e-mail.
Distinti Saluti
Catia
Denyden82  |  Visitatore  |  Lazio
  • 2 risposte
Salve a tutti... Ho effettuato 3 mesi fa una mastoplastica additiva... A 3 mesi mi trovo un bel seno una bellissima forma, il mio dubbio sta sul fatto che x quanto riguarda il seno sinistro tutto ok morbidissimo come fosse un seno vero, x quanto riguarda il destro leggermente più duro, quando mi tirò su dal letto ho una sensazione di un leggero fastidio!! Volevo sapere sapere se tutto questo potrebbe essere normale o no!!! Aiutatemi grazie!!!!!
Dott. Carlo Magliocca  |  Premium member  |  Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica  |  Roma
  • 1482 risposte
  • 836 Mi piace
Potrebbe essere un inizio di contrattura capsulare. Le consiglio di rivolersi al suo chirurgo. Potrebbe essere utile iniziare un trattamento medico con due compresse al giorno di Accoleit da 20 mg associata ad un ciclo di ultrasuonoterapia esterna.
Spero di esserle stato di aiuto.
Cordialità
Denyden82  |  Visitatore  |  Lazio
  • 2 risposte
grazie mille per il suo consulto.... e per avermi dedicato il suo tempo... cordiali saluti e grazie ancora
Dott. Carlo Magliocca  |  Premium member  |  Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica  |  Roma
  • 1482 risposte
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Grazie a lei
Isabel81  |  Visitatore  |  Lombardia
  • 3 risposte
  • 1 Mi piace
Dopo 4 mesi dall'intervento di mastoplastica additiva, il mio chirurgo mi ha diagnosticato una possibile contrattura capsulare da curare con 2 pastiglie di Accoleit + 10 sedute di Tecar. Il risultato è stato che il seno sinistro è diventato più morbido ma la protesi è comunque spostata verso l'alto e quasi visibilmente rimpicciolita (come è possibile?). Il mio chirurgo vuole operarmi di nuovo (capsulectomia) + pulizia della parte e rimettermi la stessa protesi. Alla luce di questo, non potrebbe risuccedermi anche dopo l'intervento?? Rimettere la stessa protesi 8che non capisco come abbia fatto a rimpicciolirsi) non potrebbe ricreare lo stesso problema dopo qualche mese?
Infine mi dice che ho tutto il tempo che voglio per pensarci (anche dicembre 2013 a distanza di quasi un anno dall'intervento) e fissare l'intervento ma a distanza di sole poche settimane i seni non sono più simmetrici e quello sinistro è più gonfio sopra sottrando volume nella parte bassa. Non vorrei arrivare in estate ad averlo completamente deforme.
Grazie mille per il vostro aiuto!!!!
Isabel81  |  Visitatore  |  Lombardia
  • 3 risposte
  • 1 Mi piace
Vorrei un secondo consulto su questo problema prima dell'intervento. Sapete indicarmi un buon chirurgo qui a Milano per favore?
Grazie mille
Simo67  |  Visitatore  |  Sardegna
  • 1 risposte
Ho effettuato una mastoplastica additiva nel 2008 ed il chirurgo non ha utilizzato i drenaggi. Circa due ore dopo l'intervento alla base del seno destro si è presentato un ematoma che mi ha provocato un rigonfiamento per cui il chirurgo mi ha riportata in sala operatoria, sottoposta nuovamente ad anestesia e riaperto per asportare l'ematoma. Da allora nessun problema, almeno visibile, a parte un continuo fastidio al seno destro in prossimità della zona in cui ha praticato la seconda apertura. Lo scorso anno poi lo stesso seno destro ha iniziato ad indurirsi ed a cambiare forma, si è praticamente formato nel tempo come un rigonfiamento nella parte superiore per cui mi sono rivolta al chirurgo che ha effettuato l'intervento. Su sua richiesta ho eseguito una mammografia ed una risonanza magnetica. L'esito degli esami ha rilevato la presenza di liquido del seno destro nella zona in argomento. Il chirurgo mi ha detto che si tratta di una contrattura capsulare e mi prescritto degli antinfiammatori. Al termine della cura il seno si era notevolmente ammorbidito ed aveva quasi assunto una forma normale. Nel corso degli ultimi mesi il seno ha ripreso a gonfiarsi ed indurirsi, ho sempre dolore e fastidio all'altezza della cicatrice, per cui ho contattato il chirurgo che ancor prima di visitarmi mi ha detto che si tratta di una contrattura capsulare per cui dovrà essere eseguita una caspulectomia ed ha precisato che la contrattura capsulare è un evento possibile e ben descritto nel consenso informato da me firmato, lasciandomi pertanto intendere che si sollevava da qualunque responsabilità dell'accaduto. So che la contrattura capsulare è un evento che può verificarsi anche senza una causa apparente, ma da ciò che ho letto in questo forum credo di poter attribuire la mia contrattura all'"incidente di percorso" accaduto visto che si è verificata proprio nel seno rioperato perchè si era formato l'ematoma e che in quella zona ho da sempre avuto fastidio e, guarda caso, il liquido che si è evidenziato dagli esami che ho fatto è localizzato proprio là. In questo caso la responsabilità non dovrebbe essere del chirurgo? Vorrei un vostro parere visto che il mio chirurgo, molto premuroso, mi ha già fatto un preventivo di spesa per l'intervento di capsulectomia. Grazie. Simona

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